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“SLEEP MANAGER” IN AZIENDA
LA SVOLTA DEL SONNO NEI WELFARE AZIENDALI

Dobbiamo essere consapevoli che 1/3 della vita la passiamo dormendo e gli altri 2/3 sono influenzati da come abbiamo dormito.

Il sonno è un fattore estremamente importante per la salute perché dormire meglio fa ammalare di meno e le difese immunitarie si rinforzano; viceversa, dor- mire poco o male fa vivere giornate in cui si è più infelici e di pessimo umore, influenzati psicologicamente, oltre che fisicamente.

Del numero di ore di sonno e della longevità si è occupato uno studio dell’University of Warwick (Inghilterra), dal quale è emerso che le persone che dormono meno di sei ore per notte hanno il 12% di probabilità di morire prima dei 65 anni rispetto a coloro che ne dormono dalle sei alle otto.

Quando si dorme male, infatti, l’organismo non ha modo di rigenerarsi, mentre un sonno ristoratore permette al corpo di recuperare tutte le energie che si sono spese durante una giornata; la sua as- senza comporta una stanchezza cronica che si accumula creando nel lungo andare problematiche fisiche e psichiche.

La notte sembra essere un problema solo quando non corrisponde a un sonno riposante o comporta dei problemi che riguardano la sua assenza, con ripercussioni sulla giornata.

In realtà sempre più si sta comprendendo che, in tutti i campi della vita, una notte ristoratrice permette di vivere più sani, ottenendo un’esistenza più piena nell’immediato e una più lunga aspettativa di vita: nel- la medicina, nello sport professionisti- co e sempre più nelle aziende.

L’Istituto Superiore di Sanità ISS ha stimato che in Italia il deficit di sonno fa perdere produttività alle aziende fino a 5 miliardi di euro l’anno: costi che derivano da ospedalizzazioni, infortuni sul lavoro, assenze, perdita di produttività e riduzione della performance in generale. Il rapporto sonno- lavoro in azienda non può più essere ignorato perché la sua cronica carenza ha impatto su salute, sicurezza e performance aziendali: dormire male incide sui bilanci, equivale a perdere soldi, oltre a peggiorare il clima aziendale e la leadership dirigenziale. Un effetto di questa generale situazione di deprivazione di sonno non è solo l’assenteismo e l’incapacità di essere lucidi, reattivi e creativi, ma anche l’impossibilità di ridurre lo stress e il cortisolo che ne deriva, alla ricerca di un “work-life balance”, un nuovo equilibrio tra vita, tempo e lavoro.

I principali fattori che hanno impatto sulla fatica sono quattro.
Problemi legati al sonno:
– Sonno di durata insufficiente

– Sonno di cattiva qualità

Problemi legati al lavoro:

– Il lavoro impegna molte ore, occupa spazi di vita personale

– Il lavoro lascia pochi spazi di recupero

Problemi legati alla salute:

– Disturbi e patologie del sonno
– Problemi generali di salute e stili di vita

non corretti

Problemi legati ai ritmi circadiani:

– Si dorme in un momento della giornata dedicata alla veglia

– Si è svegli in un momento della giorna- ta dedicata al sonno e al riposo.

Il 70% dei manager coinvolti in una ri- cerca McKinsey conferma la necessità che la “gestione del sonno” debba essere insegnata nelle aziende con iniziative di “salute e wellness”: indicazioni di igiene del sonno per migliorare quello notturno e l’introduzione di “Power Nap” al lavoro, in cui fare pisolini guidati da dieci/venti minuti.

Un dipendente ben riposato secondo i criteri di un “sonno di qualità e giusta quantità” avrà migliori capacità di giudizio e decisione, sarà più felice e di buon umore, paziente, lucido, commetterà meno errori e sarà meno soggetto a rischi, infortuni e malattie psico-fisiche.

Saper gestire con consapevolezza e responsabilità i prossimi tre anni su dieci che dovremmo passare dormendo, vuol dire vivere meglio ogni giorno, con equilibrio sonno/persona/lavoro/ famiglia.

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