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APERTO 24 ORE SU 24, 7 GIORNI SU 7. È il mantra del capitalismo contemporaneo di cui fa le spese il sonno di leader e responsabili, impegnati in una vita senza pause in cui sembra impossibile non lavorare, stressati e preoccupati in qualsiasi momento del giorno e della notte, in una sorta di condizione di veglia costante e globale. “Non sprecare tempo dormendo”, sembravano dirsi tutti coloro che nella vita, nello sport e nel lavoro avevano a che fare con le performance. D’altronde si sprecano gli esempi di persone che si vantano di dormire pochissime ore ed essere efficienti durante la settimana.

Ma nel fine settimana cosa accade? E, soprattutto, cosa accade dopo anni di logorio e assenza di adeguato recupero? A livello personale, nelle aziende e nei team.

Dai dati dell’indagine del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi emerge che il 63% dei nostri connazionali si definisce “molto o abbastanza stressato” con disturbi come insonnia, mal di testa, mal di stomaco, ansia, panico e depressione, mentre il 43% degli intervistati denuncia “un livello massimo di stress”. Negli ultimi anni l’umanità ha perso 90 minuti di sonno pro capite e l’insonnia iniziale (quella che non fa addormentare quando si va a letto), finale (svegliarsi al mattino prima della sveglia) e intermedia (quella che fa svegliare alla 4-5 della notte e non permette di girarsi dall’altra parte e riaddormentarsi) accompagnano le notti dell’83% dei leader.

Non si contano più i momenti di tensione in cui i leader arrivano al lavoro poco riposati e senza lucidità fisica e mentale, si spazientiscono e agiscono in maniera istintiva con i sottoposti, perdendo controllo, leadership e carisma, rendendo le relazioni difficoltose con ripercussioni sul clima aziendale generale. Ma come ristabilire un equilibrio tra il giorno e la notte, tra le istanze lavorative e la dimensione umana, tra responsabilità e vita privata?

Con la formazione ai leader, ai team e ai sottoposti al fine di ristabilire l’equilibrio tra cuore (relazioni, affetti, amore), denaro (lavoro, carriera, professione), salute fisica e mentale, inteso come progetti di welfare e wellbeing aziendale, dove viene dato un nuovo significato al lavoro come componente essenziale, ma non unica dell’esistenza umana. Un piano formativo volto a ristabilire l’equilibrio tra il giorno e la notte, assecondando i naturali ritmi circadiani, perché il sonno non è un valore unico, ma specifico di ogni persona. Si tratta, pertanto, di un approccio pianificato del recupero fisico e mentale dei leader e responsabili, volto a ispirare e influenzare positivamente i subordinati e collaboratori per un sano sviluppo della persona rispetto ai bisogni, così come evidenziato nella “piramide dei bisogni di A. Maslow” da cui si evince che non è possibile soddisfare i bisogni superiori fino all’autorealizzazione se non si soddisfano quelli sottostanti, tra cui alla base quelli primari di mangiare, bere e dormire bene.

La Giornata mondiale del sonno è l’evento annuale che promuove consapevolezza su importanti questioni legate al sonno, tra cui la medicina, l’istruzione e aspetti sociali. L’evento è stato avviato da un gruppo di operatori sanitari e membri della comunità medica che lavorano nell’area della medicina e della ricerca del sonno. L’obiettivo è riunire gli operatori del sonno per discutere e distribuire informazioni sul sonno in tutto il mondo, in modo itinerante; organizzata dalla World Sleep Society – di cui sono membro – mira a ridurre il carico dei problemi del sonno sulla società. La Giornata mondiale del sonno si tiene annualmente il venerdì prima dell’equinozio di primavera e quest’anno sarà il 15 marzo. Il tema è “Sleep Equity for Global Health” e lo scopo è di celebrare i benefici di un buono sonno, richiamando l’attenzione della società sulle problematiche legate ai disturbi del sonno e alle relative cure, attraverso una migliore prevenzione e gestione dei problemi delle ore notturne, promuovendo la prevenzione.

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