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NON È NORMALE RUSSARE, avere la bocca asciutta al mattino, digrignare, bruxare, serrare i denti (non solo di notte), utilizzare il bite, non riuscire a dormire quando ci si mette a letto, svegliarsi nel cuore della notte – tra le 3 e le 5 – e non riuscire a riaddormentarsi. Non è normale dormire poche ore, andare a letto in orari differenti e svegliarsi più stanchi di quando si è andati a dormire. Non è normale non trovare pace nella notte, stressati. Il sonno deve essere di qualità e giusta quantità: non frammentato, non disturbato e continuativo per un minimo di 7,5h/8h e mai inferiore alle 6 ore; limite minimo di sonno sotto il quale il cervello si usura subito e, nel lungo tempo, si è soggetti a malattie neurodegenerative, quali Alzheimer e Parkinson. Un sonno adeguato non è solo un aspetto della riparazione fisica, cerebrale e dell’aspettativa di vita in termini di longevità sana, ma un elemento chiave per massimizzare le potenzialità di tutto l’ambiente aziendale. Ecco cinque considerazioni legate al “sonno di qualità e giusta quantità” rispetto alla persona:

  • Recupero fisico e mentale: fondamentale per il recupero del corpo, ma altrettanto per il recupero mentale, per la concentrazione e la presa delle decisioni.
  • Prestazioni cognitive e tattiche: il sonno influenza la capacità di elaborare informazioni e prendere decisioni tempestive e accurate. Una buona notte di sonno migliora la lucidità mentale e la creatività.
  • Stress e gestione delle emozioni: un riposo adeguato aiuta a mantenere un equilibrio ormonale che facilita la gestione dello stress, contribuendo a preservare la salute mentale e l’equilibrio emotivo.
  • Comunicazione e relazioni interpersonali: a tutti i livelli, le persone devono essere in grado di comunicare in modo chiaro e costruttivo; il sonno influisce sulla capacità di comunicare efficacemente, facilitando la costruzione di relazioni.
  • Ruolo di modelli di comportamento: la priorità data dalle persone al sonno invia un forte messaggio sull’importanza del recupero e del benessere, in ottica di equilibrio sonno/persona/lavoro/ famiglia. Lo “Sleep Coaching – allenamento al sonno” vuol dire conoscere e utilizzare i pilastri di un “sonno di qualità e giusta quantità” la cui influenza positiva sulle prestazioni fisiche e cognitive è cruciale per mantenere elevati livelli di salute: la conoscenza degli elementi del sonno e loro utilizzo con individuazione del cronotipo (gufo/allodola), fasi del sonno, ritmi circadiani, la sveglia del mattino e della sera, diario del sonno e sistemi wearable di monitoraggio del sonno (anello, bracciale, orologio); l’analisi oggettiva o anagrafica, come età, peso, altezza e genere; l’analisi soggettiva o psicografica, abitudini e comportamenti per un sonno adeguato; il sistema letto come “strumento per dormire bene”; le caratteristiche di luce, rumore, temperatura, igiene ed elettrosmog della camera da letto, il “santuario del recupero fisico e mentale”.

 

Dott. Loris Bonamassa

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